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	<title>decadimento beta Archivi - Clipnotes</title>
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	<description>Clipnotes - Appunti e videolezioni</description>
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	<title>decadimento beta Archivi - Clipnotes</title>
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		<title>Fermi e la forza elettrodebole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Cerri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[atomi]]></category>
		<category><![CDATA[decadimento beta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se i neutroni non sono composti da protoni ed elettroni e se nel nucleo non esistono altri elettroni, come dobbiamo intendere il fatto che nel decadimento beta gli elettroni vengono emessi dai nuclei? Scopriamolo assieme nelle prossime pagine! Enrico Fermi nel 1933 presentò la sua nuova teoria sulla radioattività beta al&#160;Congresso Solvay del 1933. Decadimento&#160;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.clipnotes.it/fermi-e-la-forza-elettrodebole/">Fermi e la forza elettrodebole</a> proviene da <a href="https://www.clipnotes.it">Clipnotes</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Se i neutroni non sono composti da protoni ed elettroni e se nel nucleo non esistono altri elettroni, come dobbiamo intendere il fatto che nel decadimento beta gli elettroni vengono emessi dai nuclei? </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"> Scopriamolo assieme nelle prossime pagine! </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Enrico Fermi nel 1933  presentò la sua nuova teoria sulla  radioattività beta al&nbsp;Congresso Solvay del 1933.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Decadimento  Beta<sup>&#8211;</sup> </h4>



<p style="background-color:#f78c36;color:#ffffff" class="has-text-color has-background has-text-align-center wp-block-paragraph">La teoria di Fermi stabiliva che durante il decadimento un neutrone interno ad un nucleo si trasformasse spontaneamente in un protone, un elettrone, e un neutrino secondo la reazione:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="708" height="77" src="https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2020/02/image.png" alt="" class="wp-image-3996" srcset="https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2020/02/image.png 708w, https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2020/02/image-300x33.png 300w" sizes="(max-width: 708px) 100vw, 708px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fermi propose l&#8217;esistenza di un nuovo tipo forza, oggi detta<strong> forza debole</strong>, che si manifesta all&#8217;atto della trasformazione di un neutrone in protone provocando la creazione della coppia elettrone-neutrino.</p>



<p style="background-color:#f78c36;color:#ffffff" class="has-text-color has-background has-text-align-center wp-block-paragraph">Dunque, spiegava Fermi, l&#8217;emissione di un elettrone nella radioattività beta è simile all&#8217;emissione di luce da parte di un atomo eccitato, né la particella beta né la luce sono contenuti entro l&#8217;atomo prima dell&#8217;emissione, ma l&#8217;emissione della particella beta è dovuta a una nuova classe di forze conosciuta come interazione debole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Confrontando la distribuzione energetica degli elettroni prevista da Fermi con ciò che si era osservato sperimentalmente, si poté concludere che la massa del neutrino doveva essere molto piccola, inferiore a quella dell&#8217;elettrone.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading">Il neutrino</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il neutrino è una particella che non risente dell’interazione gravitazionale (ha piccolissima massa), non risente dell’interazione elettromagnetica (è neutro) e non risente dell’interazione nucleare forte (non è un nucleone). Questa particella risente solo della forza debole ed interagisce pertanto molto debolmente con la materia.                                                                         Per questo motivo i neutrini sono in grado di attraversare molti km di materia ordinaria senza subire alcun effetto. Tutte queste ragioni ne hanno reso l’osservazione sperimentale molto difficoltosa.        </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le idee di Fermi, alquanto rivoluzionarie non furono subito accolte con entusiasmo dal mondo scientifico.                                                                        Fermi scrisse nel&nbsp;<strong>1934</strong>&nbsp;un articolo dal titolo&nbsp;<strong><a href="https://spark.liceodesio.edu.it/pluginfile.php/13230/mod_page/content/3/Le%20parole%20di%20Fermi.docx">“Tentativo di una teoria dell’emissione dei raggi beta</a></strong>&#8220;.                                                                     Nature, la più prestigiosa rivista scientifica rifiutò di pubblicare l’articolo perché&nbsp;<em>“contiene speculazioni troppo lontane dalla realtà per essere di interesse per il lettore”</em>. Qualche anno più tardi la redazione ammetterà l’errore.                                                                                                                     L’articolo venne invece pubblicato in italiano dal Nuovo Cimento (la rivista della Società Italiana di Fisica) e in tedesco dalla rivista Zeitschrift fur Phisik.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading">Decadimento <strong>Beta<sup>+</sup></strong> </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste in natura un secondo tipo di decadimento che, come il ß<sup>&#8211;</sup>, è causato da un’interazione di tipo debole ed è il&nbsp;decadimento&nbsp;ß<sup>+</sup>&nbsp;:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="629" height="85" src="https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2020/02/image-1.png" alt="" class="wp-image-4011" srcset="https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2020/02/image-1.png 629w, https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2020/02/image-1-300x41.png 300w" sizes="(max-width: 629px) 100vw, 629px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso il decadimento viene spiegato ammettendo che un protone del nucleo si trasformi in un neutrone emettendo la coppia positrone – neutrino: </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2020/02/image-2.png" alt="" class="wp-image-4012" width="241" height="68" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il decadimento beta è una trasformazione che coinvolge l’intero assetto nucleare alterando la conformazione energetica dell’intero nucleo di partenza e di arrivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se consideriamo invece protoni e neutroni liberi, cioè non legati all’interno di un nucleo, il decadimento del neutrone in protone è una reazione che può avvenire, e di fatto avviene in natura, poiché la massa del neutrone è leggermente superiore a quella del protone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viceversa, il decadimento di protone in neutrone è invece una trasformazione che non è possibile per protoni liberi poiché appunto la massa del protone è inferiore alla massa del neutrone.                                Questa piccola disparità di massa rende possibile la vita sulla terra in quanto garantisce la stabilità dell’idrogeno il cui nucleo, costituito da un solo protone, è un elemento stabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria prevede che i neutrini, attraversando la materia, possano interagire con i neutroni e produrre protoni ed elettroni. Questi sono particelle di cui è possibile rivelare la presenza poiché, essendo cariche, ionizzano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria di Fermi prevede anche le circostanze in cui ciò si sarebbe verificato e la probabilità con cui può accadere che risulta bassissima. Proprio queste stime indussero Pauli a scommettere una cassa di birra che la particella che lui aveva proposto non sarebbe mai stata rivelata sperimentalmente! </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">  Questa era la forza elettrodebole &nbsp;<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br>Speriamo tu possa aver trovato utile questo nostro articolo.<br>Se hai domande o commenti non esitare a scrivere qui sotto!   </p>
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