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	<title>giudizio teleologico Archivi - Clipnotes</title>
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	<description>Clipnotes - Appunti e videolezioni</description>
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	<title>giudizio teleologico Archivi - Clipnotes</title>
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		<title>Glossario kantiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bianco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 12:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è il significato dei principali termini utilizzati da Kant all&#8217;interno dei suoi testi? Cosa significa trascendentale? Qual è la differenza tra a priori e a posteriori? E tra massime e imperativi? Qui troverai le definizioni dei principali termini che Kant utilizza nelle sue tre critiche. Sono ordinati alfabeticamente. Hai dubbi su altri termini filosofici?&#160;&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Qual è il significato dei principali termini utilizzati da Kant all&#8217;interno dei suoi testi? Cosa significa trascendentale? Qual è la differenza tra a priori e a posteriori? E tra massime e imperativi?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui troverai le definizioni dei principali termini che Kant utilizza nelle sue tre critiche. Sono ordinati alfabeticamente. Hai dubbi su altri termini filosofici? Dai un&#8217;occhiata al nostro <a href="https://www.clipnotes.it/filosofia/glossario-filosofico/">glossario</a>!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Analitica trascendentale:</strong> Secondo blocco della dottrina degli elementi della Critica della Ragion Pura, si occupa dell&#8217;analisi delle forme a priori dell&#8217;<strong>intelletto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Anima:</strong> L&#8217;idea di anima è la totalità dei dati del senso interno, ossia chiamiamo anima tutto ciò che accade dentro di noi. Secondo Kant è un&#8217;idea fallace, in quanto concependo l&#8217;idea di anima applichiamo la categoria di sostanza all&#8217;Io penso, che invece è puramente formale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Antinomie: </strong>Coppie di affermazioni contraddittorie che l&#8217;uomo produce quando tenta di asserire sull&#8217;idea di mondo. Non potendo esperire il mondo come totalità di dati esterni, non possiamo sapere quali affermazioni siano vere e quali false. Nella tabella seguente sono riportate le antinomie kantiane e le domande a cui vogliono rispondere:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="585" src="https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Antinomie-1024x585.png" alt="" class="wp-image-3087" srcset="https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Antinomie-1024x585.png 1024w, https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Antinomie-300x171.png 300w, https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Antinomie-768x439.png 768w, https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Antinomie-1232x704.png 1232w, https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Antinomie.png 1891w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bello:</strong> Il bello è oggetto di un giudizio riflettente estetico. Secondo Kant, il bello non è una qualità oggettiva delle cose, ma una qualità soggettiva, variabile a seconda di chi lo percepisce: un oggetto non è bello, è il soggetto che lo percepisce ad esperire il sentimento di bellezza davanti a tale oggetto. Kant definisce &#8220;Bello&#8221; ciò che soddisfa questi quattro requisiti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Qualità: Mediante il gusto, rileviamo un compiacimento o un dispiacimento da una determinata esperienza in maniera disinteressata. Quando tale esperienza ci porta un compiacimento, essa coincide con il bello;</li><li>Quantità: Bello è ciò che piace universalmente senza concetto;</li><li>Relazione: Un oggetto è bello quando è conforme ai suoi scopi, in quanto la bellezza si percepisce senza che sia necessaria la rappresentazione di uno scopo;</li><li>Modalità: Il soggetto percepisce il bello senza scopi utilitaristici e senza che ciò sia stato imposto da nessuno. La percezione della bellezza nasce da un libero gioco delle facoltà soggettive.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Categoria:</strong> Forma a priori dell&#8217;intelletto. Le categorie sono concetti che, per loro natura, devono essere di natura razionale. Infatti, senza queste categorie, sarebbe impossibile esperire la realtà in modo corretto. Le dodici categorie delineate da Kant sono incluse in questa tabella:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="1024" height="503" src="https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Categorie-1024x503.png" alt="" class="wp-image-3085" srcset="https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Categorie-1024x503.png 1024w, https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Categorie-300x147.png 300w, https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Categorie-768x377.png 768w, https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Categorie-1232x605.png 1232w, https://www.clipnotes.it/wp-content/uploads/2019/06/Categorie.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Concetto:</strong> Forma a priori dell&#8217;intelletto. I concetti sono funzioni unificatrici. Ad esempio, se esperisco un oggetto alto circa un metro, con un piano orizzontale e quattro gambe a supporto, lo unirò alle percezioni simili che ho avuto sotto il concetto di &#8220;sedia&#8221;. In questo caso, quello di sedia è un <strong>concetto empirico</strong>, perché deriva dalla mia esperienza di aver visto delle sedie. Esistono poi anche i concetti puri, ossia a priori, innati nella ragione, che sono le <strong>categorie</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa in sé:</strong> La realtà considerata senza il filtro delle forme a priori tramite cui è conosciuta dall&#8217;uomo. Rappresenta ciò che l&#8217;uomo non può conoscere, in quanto egli conosce solo ed esclusivamente attraverso le forme a priori. <em>Syn: Noumeno, Ctr: Fenomeno</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosmologia razionale:</strong> Parte della dialettica trascendentale in cui si confuta l&#8217;idea di mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dialettica trascendentale: </strong> Terzo blocco della dottrina degli elementi della Critica della Ragion Pura, si occupa dell&#8217;analisi delle forme a priori della <strong>ragione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dio:</strong> L&#8217;idea di Dio è la totalità dei dati, sia del senso interno, sia del senso esterno. Per provare che questa è un&#8217;idea fallace, Kant confuta la validità delle maggiori prove formulate per provare l&#8217;esistenza di Dio: la prova ontologica, la prova cosmologica e la prova fisico-teologica. Kant non vuole dimostrare che Dio non esista, bensì provare che non siamo sicuri della sua esistenza, che quindi non possiamo esprimerci su di lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Estetica trascendentale:</strong> Primo blocco della dottrina degli elementi della Critica della Ragion Pura, si occupa dell&#8217;analisi delle forme a priori della <strong>sensibilità</strong>.  </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fenomeno: </strong>La realtà filtrata attraverso le forme pure a priori, che rappresenta tutto ciò che è conoscibile dall&#8217;uomo. Infatti, se l&#8217;uomo può conoscere solo attraverso le forme a priori, ad esso è preclusa la conoscenza del noumeno, della cosa in sé, priva della modifica data dalle forme a priori. Possiamo immaginare, in maniera semplicistica, alle forme a priori come a degli occhiali con le lenti verdi che portiamo dalla nascita e che non potremo mai togliere. Vedremo sempre e comunque il mondo filtrato di verde. Ecco, questo &#8220;mondo verde&#8221; è il fenomeno, mentre il noumeno è il mondo in sé, senza filtri. <em>Ctr: Noumeno, Cosa in sé</em></p>



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