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	<title>idee Archivi - Clipnotes</title>
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		<title>David Hume</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bianco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 22:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Videolezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In cosa consiste il pensiero di Hume? Qual è la sua teoria gnoseologica? In che senso è scettico? Cosa vuol dire che l&#8217;Io è un fascio di percezioni? Cos&#8217;è la simpatia? Lo scopo della filosofia di Hume, grande esponente dell&#8217;empirismo inglese, è quello di creare una sorta di geografia della mente umana, descrivendo in maniera&#160;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.clipnotes.it/hume/">David Hume</a> proviene da <a href="https://www.clipnotes.it">Clipnotes</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In cosa consiste il pensiero di Hume? Qual è la sua teoria gnoseologica? In che senso è scettico? Cosa vuol dire che l&#8217;Io è un fascio di percezioni? Cos&#8217;è la simpatia? </p>


<div class="epyt-video-wrapper"><iframe  id="_ytid_44597"  width="3840" height="2160"  data-origwidth="3840" data-origheight="2160" src="https://www.youtube.com/embed/XmY7XKCEkck?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=0&cc_lang_pref=&iv_load_policy=1&loop=0&rel=1&fs=1&playsinline=0&autohide=2&theme=dark&color=red&controls=1&disablekb=0&" class="__youtube_prefs__  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></div>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo della filosofia di Hume, grande esponente dell&#8217;<a href="https://www.clipnotes.it/filosofia/glossario-filosofico">empirismo inglese</a>, è quello di creare una sorta di geografia della mente umana, descrivendo in maniera scientifica e sistematica le funzionalità della stessa. Il metodo che egli utilizza vuole coniugare le necessità date dalla complessità della natura umana, formata da diversi elementi, e dalla ricerca di un rigore scientifico che assicuri l&#8217;oggettività dei risultati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo tipo di approccio, vuole evitare di commettere gli errori che spesso si trovano in filosofia, specialmente in metafisica, che lui critica aspramente. Hume distingue la <em>falsa metafisica</em>, che vuole indagare sulla vera essenza delle cose in maniera astratta e speculatoria, dalla <em>vera metafisica</em>, che agisce seguendo le regole dettate dal metodo scientifico, concretizzandosi fondamentalmente non come una scienza a sé, con un ambito di studi limitato, ma come il fondamento delle altre scienze.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<h4 class="wp-block-heading">La geografia della mente</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Hume procede quindi analizzando i contenuti della mente umana. Empirista convinto, muove dal presupposto che nessun pensiero è innato, che ogni cosa deriva in qualche modo dalla percezione. Suddivide così i materiali della conoscenza in due categorie: le impressioni e le idee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>impressioni</strong> sono percezioni che ci appaiono in maniera molto vivida, le <strong>idee</strong>, invece, sono immagini sfocate delle impressioni, ossia ciò che la mente riesce a trattenere una volta che l&#8217;impressione corrispondente si è dissolta. Il fatto che le idee siano sempre date da un&#8217;impressione empirica permette a Hume di darne per scontata l&#8217;oggettività, fornendo una base certa per la conoscenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hume divide dunque le impressioni e le idee in due sottocategorie. Possono esserci <strong>impressioni di sensazione</strong>, che derivano dai sensi, e <strong>impressioni di riflessione</strong>, suscitate dalla rielaborazione interna di una precedente impressione di sensazione (in sostanza, sono le emozioni). Possono anche esserci <strong>idee semplici</strong> e <strong>idee complesse</strong>, quindi composte da più elementi. In questo caso, le idee complesse possono trarre in errore, non essendo le impressioni complesse da cui derivano direttamente collegate ad un singolo fenomeno percettivo chiaramente individuabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Impressioni ed idee sono sempre percezioni particolari. Le <strong>idee astratte</strong> non esistono, o meglio, sono soltanto diverse idee particolari descritte dallo stesso nome perché legate da un vincolo di somiglianza.   </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le idee possono presentarsi nella mente mediante due facoltà. La <strong>memoria</strong> ripropone le idee alla mente in maniera simile a come esse si sono presentate in sede di impressione, quindi senza libertà di rielaborazione. L&#8217;<strong>immaginazione</strong>, invece, gode di una libertà maggiore, seppur basandosi sempre sui principi universali che governano la mente, tramite i quali le idee si associano tra loro: la somiglianza, la vicinanza spaziale o temporale, la causalità. </p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<h4 class="wp-block-heading">La conoscenza</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La conoscenza può riguardare due ambiti: le relazioni tra idee o le materie di fatto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>relazioni tra idee</strong> consistono nelle assunzioni ricavate intuitivamente, dunque a priori. Pensiamo, ad esempio, alle leggi della matematica. Essendo derivate dalla pura ragione, esse sono sempre certe e necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>materie di fatto</strong> consistono in quelle conoscenze che provengono dall&#8217;esperienza, acquisite dunque a posteriori. Non essendoci un elemento di necessità aprioristica, la conoscenza che ne deriva è solamente probabile, dunque il contrario è sempre possibile. Le materie di fatto si basano sempre sul <strong>principio di causalità</strong>, ma esso è fuorviante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stabiliamo un nesso causale quando supponiamo che tra due fatti ci sia una connessione che ci porta ad inferire l&#8217;uno dall&#8217;altro. Ma secondo Hume, il fatto che, ad esempio, al sopraggiungere di una palla A, la palla B si muova, non implica che il moto di A sia <em>causa</em> del moto di B. L&#8217;esperienza non ci comunica in alcun modo che questa relazione causale sia necessaria, né essa è ricavabile a priori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Hume, quella che noi intendiamo come <strong>causalità</strong> non è altro che un atto di <strong>abitudine</strong>: siamo abituati a vedere la connessione tra due eventi, quindi supponiamo che questa connessione sussista sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



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		<title>Platone: Teoria delle Idee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bianco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 13:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Videolezioni]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
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		<category><![CDATA[platone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come funziona la conoscenza secondo Platone? Egli ha il duro compito di risolvere il problema creato dai sofisti, che con l&#8217;affermazione che&#160;la verità non è conoscibile creano non pochi problemi a chiunque voglia formulare delle teorie in ambito gnoseologico. Vediamo dunque come Platone ha tentato di ovviare a questo problema. &#160; Quando Protagora afferma che&#160;&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Come funziona la conoscenza secondo Platone? Egli ha il duro compito di risolvere il problema creato dai sofisti, che con l&#8217;affermazione che&nbsp;<em>la verità non è conoscibile</em> creano non pochi problemi a chiunque voglia formulare delle teorie in ambito gnoseologico. Vediamo dunque come Platone ha tentato di ovviare a questo problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando Protagora afferma che &#8220;l&#8217;uomo è misura di tutte le cose&#8221;, sta individuando il criterio di conoscenza delle cose nell&#8217;uomo (<a href="https://www.clipnotes.it/filosofia/sofisti/">abbiamo già visto in che senso</a>). Platone vuole uscire dal relativismo causato da questa affermazione stabilendo dei criteri fissi che possano essere universali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi criteri non possono essere ricercati tra le cose del mondo, che sono corruttibili, ma in una dimensione trascendente: sono infatti costituiti dalle&nbsp;<strong>idee</strong>, le forme proprie a cui le cose partecipano e da cui traggono la loro essenza. Le idee non fanno parte del mondo sensibile in cui noi viviamo, ma risiedono in un universo a sé stante, l&#8217; <strong>iperuranio</strong>. Quindi, in sostanza, possiamo dire che le idee rappresentano&nbsp;l&#8217;<strong>archetipo</strong>&nbsp;delle cose sensibili, il <em>modello</em>, per così dire, a cui la loro essenza fa riferimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pare tutto molto astratto, quindi farò un esempio. Davanti a me ho un bicchiere. Lo riconosco come bicchiere perché partecipa dell&#8217;idea di bicchiere, della&nbsp;<em>bicchierosità</em>, chiamiamola così, che risiede nell&#8217;iperuranio. Posso dire che il bicchiere è di vetro e che è freddo, perché questo bicchiere partecipa anche dell&#8217;idea di vetro e dell&#8217;idea di freddo. Ma come faccio io ad associare questo oggetto all&#8217;idea di bicchiere, se io sono nel mondo sensibile e l&#8217;idea di bicchiere è nell&#8217;iperuranio?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Teoria della reminescenza</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Platone, le nostre anime, prima della nascita, hanno vissuto nell&#8217;iperuranio, dove hanno potuto&nbsp;<strong>contemplare le idee</strong>. Dopo la nascita abbiamo ovviamente rimosso il ricordo della nostra vita nell&#8217;iperuranio, ma quando entriamo a contatto con gli oggetti sensibili che partecipano dell&#8217;essenza delle idee la nostra anima fa emergere il&nbsp;<strong>ricordo</strong> delle idee simili alla cosa che stiamo osservando, permettendoci quindi di conoscere quantomeno le cose sensibili.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Tipi di idee</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Platone, le idee possono essere classificate in quattro categorie, ordinate gerarchicamente secondo questo schema:</p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Idee Valori</strong> &#8211; come l&#8217;idea di bellezza, di virtù, di giustizia. Tra queste si inserisce l&#8217;idea più importante, l&#8217;<strong>idea di Bene</strong>, che supera tutte le altre e che spesso è stata per questo interpretata erroneamente dai cristiani, che l&#8217;hanno accostata a Dio (questa interpretazione è imprecisa, perché il Bene platonico non è creatore);</li><li><strong>Idee Matematiche</strong> &#8211; sono appunto rappresentate dagli enti matematici e geometrici, come l&#8217;idea di cerchio, l&#8217;idea di uno, l&#8217;idea di uguale;</li><li><strong>Idee delle Cose</strong>&nbsp;<strong>Naturali&nbsp;</strong>&#8211; come l&#8217;idea di uomo o l&#8217;idea di albero;</li><li><strong>Idee delle Cose Artificiali&nbsp;</strong>&#8211; come l&#8217;idea di tavolo o di casa.</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Rapporto Idee-cose</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo detto che l&#8217;uomo, quando entra in contatto con gli oggetti del mondo sensibile, ricorda le idee iperuraniche. Perché accade ciò?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto tra idee e cose si basa su tre fattori, che Platone definisce così:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Mimesi:</strong> le cose&nbsp;<strong>imitano&nbsp;</strong>le idee, quindi vogliono essere simili a loro;</li><li><strong>Metessi:</strong>&nbsp;le cose&nbsp;<strong>partecipano dell&#8217;essenza&nbsp;</strong>delle idee, quindi, pur essendo ontologicamente differenti, hanno delle basi comuni;</li><li><strong>Parusia:&nbsp;</strong>le idee&nbsp;<strong>sono presenti</strong>&nbsp;nelle cose.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa era la teoria platonica delle idee <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br>Speriamo tu possa aver trovato utile questo nostro articolo.<br>Se hai domande o commenti non esitare a scrivere qui sotto!</p>
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