Cartesio

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Cartesio

In cosa consiste il metodo di Cartesio? Qual è la differenza tra dubbio metodico e dubbio iperbolico? Cosa significa cogito ergo sum?

René Descartes, Cartesio per gli amici, vive nella prima metà del Seicento. Oltre ad essere uno dei maggiori filosofi della storia dell’occidente, è stato anche un importante matematico, inventore del piano cartesiano.

Essendo molto interessato alla matematica e alle scienze in generale, la filosofia cartesiana tratta principalmente la gnoseologia. In particolare, scopo di Cartesio è individuare un metodo che giustifichi la conoscenza, che permetta dunque allo scienziato di assicurarsi in maniera semplice ma efficace che le sue teorie corrispondano al vero.

Questa esigenza nasce dal contesto storico-filosofico in cui Cartesio vive: infatti, il periodo è caratterizzato dal dibattito tra razionalisti ed empiristi e dall’insorgenza di teorie pseudoscientifiche, basate sulla metafisica.

Possiamo seguire il ragionamento portato avanti da Cartesio per la definizione del metodo in due testi principali: il Discorso sul metodo e le Meditazioni metafisiche.

Le fasi del metodo

Cartesio sostiene che il metodo per assicurarsi che le proprie affermazioni corrispondano al vero si articoli in quattro fasi:

  1. Evidenza: prendere per vero solo ciò che risulta evidente, cioè quello di cui non si può dubitare che sia vero;
  2. Analisi: suddividere ogni problema che emerge in tanti problemi più piccoli;
  3. Sintesi: ordinare tali problemi dal più semplice al più complesso e risolverli in maniera crescente;
  4. Enumerazione: formulare delle teorie accertandosi che siano il più complete possibile, che non tralascino nulla.

Cartesio dunque trova la necessità di rispondere ad un quesito legato alla prima fase del metodo: quali sono le credenze di cui non si può dubitare?

Il dubbio metodico

Andando per esclusione, Cartesio ritiene che la conoscenza empirica non rientri tra queste. Infatti, non possiamo essere certi di ciò che conosciamo tramite i sensi. Questo perché i sensi ci ingannano: a volte crediamo che qualcosa sia vero quando invece è solo un sogno, altre volte siamo vittima di illusioni ottiche o di allucinazioni. Dunque, non possiamo affidarci ai sensi per ottenere delle conoscenze evidenti.

Cartesio sostiene invece che siano affidabili le conoscenze matematiche: 3+3 fa 6, non l’abbiamo deciso noi, è qualcosa di totalmente razionale e di cui non possiamo dubitare. Giusto?

Il dubbio iperbolico

Beh, Cartesio giunge a dubitare anche di questo. Egli sostiene che potrebbe esserci un genio maligno che si diverte ad ingannarci, facendoci credere che 3+3 fa 6, quando in realtà non è così. Allo stesso tempo, Dio ha deciso che 3+3 fa 6, ma avrebbe potuto decidere diversamente, dunque non possiamo fare affidamento neppure sulle conoscenze matematiche.

Cartesio a questo punto è sconcertato: davvero non possiamo credere a nulla? Questa fase è detta dubbio iperbolico o dubbio scettico, in quanto questo dubitare ha come esito lo scetticismo: non ci sono realtà su cui possiamo fare affidamento.

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