Talete, Anassimandro e Anassimene

Talete, Anassimandro e Anassimene

Talete, Anassimandro e Anassimene sono considerati i primi filosofi della storia, appartenenti alla scuola di Mileto. L’oggetto del loro pensiero, quindi il primo oggetto di indagine filosofica, è la natura che ci circonda: tentano di dare una spiegazione al mondo e alle sue origini. Per questo motivo il primo periodo della filosofia antica è detto periodo cosmologico. In particolare, l’intento fondamentale di questi filosofi è quello di identificare un arché, ovvero un principio di cui tutte le cose sono composte e da cui si sono generate.

Talete

Perché Talete è considerato il primo filosofo? Fino a prima di Talete, il mezzo per provare a dare spiegazioni sul mondo e sui fenomeni naturali erano miti e leggende. Talete, invece, fornisce una spiegazione logica ed argomentata alle sue affermazioni. Certo, non è ancora un vero e proprio metodo scientifico, ma è comunque la metodologia che verrà utilizzata fino all’avvento di Galileo. Per più di due millenni, quelle che per noi oggi sono materie di pertinenza delle scienze saranno trattate dai filosofi.

Come anticipato prima, il principale scopo della filosofia di Talete è individuare l’archè. Che cos’è l’archè? L’archè sarebbe un principio da cui tutto nasce, e che tutto conserva, dunque da cui tutto trae il suo nutrimento. Secondo Talete, l’archè è l’acqua. Questo perché il nutrimento di tutte le cose è umido: i semi e il caldo, ad esempio, che fanno crescere le cose, sono umidi, e poiché le cose sono rese umide dall’acqua, l’acqua deve essere il principio di tutte le cose. Le cose poi si muovono e mutano grazie alla loro anima. Vedete come, per quanto oggi il suo ragionamento ci possa sembrare tutto fuorché scientifico, se contestualizzato in un’epoca in cui la scienza era rappresentata dai miti, questo tipo di pensiero è un grosso passo avanti.

Anassimandro

Il secondo filosofo della scuola di Mileto è Anassimandro. Anassimandro, considerando gli elementi primordiali e non vedendone nessuno prevalere sugli altri, sostiene che l’archè non possa essere né acqua, né aria, né fuoco né terra. Individua quindi l’archè in una sostanza indefinita, infinita ed illimitata che chiama apeiron, che significa appunto indefinito e che non si identifica con nessuna cosa in particolare. Secondo Anassimandro, l’apeiron è soggetto ad un movimento costante all’interno del quale i contrari si separano, ed è proprio così che le cose hanno origine. Per questo motivo, l’archè non può essere nessuna cosa definita, o avrebbe un contrario che ovviamente non potrebbe essere composto da quella cosa. Ad esempio, è piuttosto difficile pensare che il fuoco sia fatto di acqua, come di fatto Talete ha supposto. I primi contrari ad essersi separati, quelli fondamentali, sono caldo e freddo. Il freddo ha dato origine all’acqua, alla terra e all’aria, il caldo al fuoco, che lui si immagina come una patina che sovrasta tutto il resto ed origina gli astri.

Anassimene

L’ultimo filosofo appartenente alla scuola di Mileto è Anassimene. Secondo Anassimene, l’archè è l’aria. Sceglie quindi anche lui, come Talete, un elemento definito, ma opta per l’aria perché questa è in grado di diffondersi, non ha bisogno di supporti, ed è da sempre considerata principio vitale: il soffio, il respiro sono concetti strettamente legati alla vita. Dall’aria si generano le cose per rarefazione e condensazione. Rarefacendosi, l’aria diventa fuoco, condensandosi diventa man mano vento, poi nuvola, poi acqua, terra e pietra.

I tre filosofi della scuola di Mileto sono detti anche monisti, perché individuano l’archè in un unico principio, a differenza dei successori pluralisti, che individuano l’archè in elementi molteplici.

Questi erano Talete, Anassimandro e Anassimene 😉
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